The Facts
The parties had entered into a contract relating to the proposed development of a multi -storey car park. The terms of that contract are of little relevance here, save to say that the contract contained several provisions for resolution of disputes, some of which involved an Independent Expert whilst others provided for an Independent Surveyor and for Arbitration. The Arbitration Clause expressly excluded the provisions of s3(1) of the Administration of Justice (Scotland) Act 1972.
The parties appointed Gordon Murray, architect, as an Independent Expert acting under the contract. He was appointed to determine whether or not a suspensive condition in the contract had been purified.
The dispute was as to whether the agreement under which Mr. Murray was acting as an Independent Expert was an “agreement to refer to Arbitration” within the meaning of s3(1) of the Administration of Justice (Scotland) Act 1972 with the consequence that Mr Murray could be required to state a case for the opinion of the Court.
The issue
Ultimately, the issue was, did s3(1) of the Administration of Justice (Scotland) Act 1972 apply?
Come l’Eurolega ha Trasformato le Scommesse Sportive in Italia Secondo Scommezoid
Negli ultimi quindici anni, l’Eurolega di basket ha subito una trasformazione profonda che ha ridisegnato non solo il panorama cestistico europeo, ma anche il mercato delle scommesse sportive in Italia. Da competizione di secondo piano rispetto ai campionati nazionali, l’Eurolega è diventata un torneo capace di generare volumi di giocate paragonabili a quelli della Champions League di calcio nelle settimane di punta. Questo cambiamento non è avvenuto per caso, ma è il risultato di una serie di riforme strutturali, accordi televisivi e cambiamenti nel comportamento degli scommettitori italiani che meritano un’analisi approfondita.
La riforma del formato e il suo impatto sul mercato delle scommesse
Il punto di svolta nella storia moderna dell’Eurolega si colloca nel 2016, quando la competizione ha abbandonato il vecchio sistema di qualificazione basato sui campionati nazionali per adottare un modello con licenze pluriennali assegnate ai club più importanti del continente. Questa decisione, controversa sul piano sportivo, ha avuto effetti immediati e misurabili sul mercato delle scommesse. La presenza garantita di squadre come il Real Madrid, il CSKA Mosca, l’Olympiacos e il Fenerbahçe ha creato un calendario prevedibile e appetibile per i bookmaker, che hanno potuto strutturare offerte di mercato molto più elaborate rispetto al passato.
Prima del 2016, l’incertezza sulle partecipanti rendeva difficile per gli operatori investire in mercati specializzati come i totali di punti, gli handicap o le scommesse sui singoli giocatori. Con il nuovo formato, i bookmaker italiani hanno iniziato a proporre decine di mercati per ogni singola partita, replicando il modello già consolidato nel calcio. Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, le scommesse sul basket europeo sono cresciute del 34% tra il 2017 e il 2019, un incremento che gli analisti del settore attribuiscono in larga misura alla maggiore visibilità dell’Eurolega.
Un altro elemento cruciale è stato l’accordo televisivo con Eurosport e successivamente con DAZN, che ha portato le partite nelle case degli italiani con una copertura sistematica. La correlazione tra disponibilità televisiva e volume di scommesse è documentata: ogni partita trasmessa in chiaro o su piattaforme ad ampia diffusione registra un incremento medio del 40-60% nelle giocate rispetto a partite non trasmesse. L’Eurolega ha capito questo meccanismo e ha costruito la propria strategia mediatica anche tenendo conto delle esigenze degli operatori del gioco.
Il comportamento degli scommettitori italiani e le specificità del mercato locale
L’Italia presenta caratteristiche peculiari rispetto ad altri mercati europei quando si parla di scommesse sul basket. La presenza di squadre italiane in Eurolega — in particolare l’Olimpia Milano, che ha partecipato con continuità alla competizione negli ultimi anni — ha creato una base di scommettitori legata all’identità locale. Questo fenomeno, che i sociologi del gioco chiamano “effetto di prossimità”, porta molti utenti ad avvicinarsi alle scommesse sull’Eurolega inizialmente per seguire la propria squadra del cuore, per poi espandere il proprio interesse ad altri incontri della competizione.
Le piattaforme di analisi specializzate hanno documentato questo cambiamento nel profilo degli scommettitori italiani. Risorse come scommezoid.com/siti-scommesse-eurolega/ mostrano come il mercato italiano si sia strutturato attorno a operatori che offrono quote competitive specificamente per questa competizione, con differenze significative nei margini applicati rispetto ad altri tornei di basket. Il margine medio applicato dalle piattaforme autorizzate dall’ADM sulle partite di Eurolega si è ridotto progressivamente, passando da circa il 6-7% nel 2016 a valori attorno al 4-5% nel 2022, segno di una concorrenza crescente tra operatori per acquisire utenti interessati a questo specifico segmento.
Un aspetto spesso trascurato è il ruolo delle scommesse live nell’Eurolega. Il basket, per sua natura, è uno sport caratterizzato da punteggi elevati, cambi di inerzia frequenti e quarti di gioco ben definiti che si prestano perfettamente alle scommesse in tempo reale. Gli operatori italiani hanno investito significativamente nella tecnologia di aggiornamento delle quote in tempo reale per le partite di Eurolega, riducendo la latenza tra l’evento in campo e l’aggiornamento della quota da diversi secondi a frazioni di secondo. Questo ha reso il live betting sull’Eurolega uno dei segmenti a crescita più rapida nel mercato italiano del gioco legale.
Regolamentazione italiana e sfide per gli operatori
Il quadro normativo italiano ha attraversato cambiamenti sostanziali nel periodo in cui l’Eurolega cresceva come prodotto scommesse. Il decreto Dignità del 2018 ha introdotto il divieto di pubblicità per il gioco d’azzardo, una misura che ha costretto gli operatori a ripensare completamente le proprie strategie di acquisizione utenti. Paradossalmente, questo divieto ha spinto molti bookmaker a investire maggiormente nella qualità dell’offerta piuttosto che nella quantità della pubblicità, con effetti positivi sulla profondità dei mercati disponibili per competizioni come l’Eurolega.
Il sistema delle concessioni ADM, rinnovato con le gare del 2012 e poi oggetto di proroghe successive, ha creato un mercato con circa 60-70 operatori autorizzati, ma con una concentrazione significativa nei primi dieci per quota di mercato. Per quanto riguarda le scommesse sull’Eurolega, questa concentrazione ha avuto effetti ambivalenti: da un lato ha garantito standard qualitativi elevati tra i principali operatori, dall’altro ha limitato la diversificazione dell’offerta che si trova in mercati meno regolamentati. Gli operatori con licenza italiana devono rispettare limiti precisi sulle modalità di presentazione delle quote e sui meccanismi di promozione, il che ha standardizzato in parte l’esperienza utente ma ha anche spinto alcune innovazioni tecnologiche verso soluzioni più creative.
Un tema rilevante è quello della manipolazione delle partite, che nel basket europeo ha rappresentato un problema documentato in diverse stagioni. L’Eurolega ha sviluppato un sistema di monitoraggio delle anomalie nelle scommesse in collaborazione con Sportradar, una società specializzata nell’integrità sportiva. In Italia, l’ADM partecipa a questo sistema di allerta precoce, ricevendo segnalazioni quando i movimenti delle quote su una partita risultano statisticamente anomali. Tra il 2018 e il 2022, sono stati segnalati alle autorità competenti una decina di casi sospetti legati a partite di basket europeo, dimostrando che il sistema funziona ma che il rischio non è eliminato.
Le quote e i mercati più utilizzati dagli scommettitori italiani sull’Eurolega
Analizzando i dati disponibili sul comportamento degli utenti italiani, emergono alcune tendenze chiare nella tipologia di scommesse preferite sull’Eurolega. Il mercato del risultato finale rimane il più giocato in termini di numero di schedine, ma è quello con i margini più elevati applicati dagli operatori. I mercati sui totali di punti — ovvero scommettere se il punteggio finale supererà o meno una determinata soglia — sono cresciuti notevolmente, soprattutto tra gli scommettitori più esperti che hanno sviluppato metodologie di analisi statistica basate sulle medie di punteggio delle squadre partecipanti.
Le scommesse sui singoli giocatori rappresentano una frontiera relativamente nuova per l’Eurolega. Mercati come il numero di punti segnati da un determinato giocatore, i rimbalzi catturati o le triple-doppie hanno iniziato a comparire sistematicamente nelle offerte degli operatori italiani solo a partire dal 2019-2020. Questa evoluzione riflette sia la disponibilità di dati statistici in tempo reale sempre più dettagliati, sia la crescente sofisticazione di una parte degli scommettitori italiani che si avvicinano al basket con un approccio analitico simile a quello che applicano al fantasy sport.
Il mercato degli handicap è particolarmente interessante nel contesto dell’Eurolega perché riflette le gerarchie reali della competizione. Squadre come il Real Madrid o il Barcellona partono spesso con handicap negativi significativi contro avversari di media fascia, il che crea opportunità di valore per chi è in grado di valutare correttamente la forza relativa delle squadre. Gli scommettitori italiani più attivi sull’Eurolega tendono a specializzarsi in questo mercato, sviluppando modelli predittivi basati su variabili come il back-to-back (partite ravvicinate), i viaggi intercontinentali e le rotazioni di roster dovute agli infortuni.
In conclusione, la trasformazione dell’Eurolega da competizione di nicchia a prodotto scommesse di primo piano in Italia è il risultato di un processo complesso che ha coinvolto riforme strutturali del torneo, cambiamenti normativi nel mercato italiano, evoluzione tecnologica delle piattaforme e maturazione del profilo degli scommettitori. Il mercato continua a evolversi: le scommesse tramite applicazioni mobili rappresentano ormai oltre il 70% del volume totale sul basket europeo, e l’integrazione di dati statistici avanzati sta cambiando il modo in cui gli operatori costruiscono i propri mercati. Comprendere questa evoluzione è fondamentale per chiunque voglia analizzare il settore del gioco legale in Italia con un approccio serio e documentato.
Accordingly, the real issues were:
1. How was the term “agreement to refer to Arbitration” to be interpreted?
2. Was Arbitration and Expert Determination to be classed as one and the same in Scots Law?
3. Accordingly, was Mr Murray’s role as an Arbiter or an Expert?
The Decision
Is Arbitration and Expert Determination one and the same?
It was submitted that Scots law drew no distinction between Arbitration and Expert Determination. Their Lordships disagreed. Whilst in older Scottish cases the terminology of Arbitration was used in relation to agreement as pursuant to which questions of valuation were referred to a valuer for determination, the parties’ agreements expressly used such terms and the Court did not attempt to define the concept of Arbitration in Scots law. Their Lordships were not persuaded that any reference to Expert Determination was, as a matter of law, a reference to Arbitration.
Their Lordships considered that there were fundamental reasons for rejecting the idea that Expert Determination and Arbitration were to be classed as one and the same. They noted that the legal incidents of Arbitration would not necessarily meet the needs of parties in dispute and thus other forms of ADR had developed (mediation and Expert Determination for example). Their Lordships distinguished Expert Determination from Arbitration as not being judicial in character. Expert Determination would depend upon the terms of the parties’ agreement and therefore can differ according to context.
However, their Lordships pointed out that the use of the word “expert” was not conclusive. Generally, phrases such as “acting as an expert not as an arbiter” were clear in their general effect. An arbiter, sitting in a judicial or quasi-judicial capacity would decide the matter on the basis of submissions and evidence put before him. An expert, however, (subject to the provisions of his remit), would be entitled to carry out his own investigations and come to his own conclusions, regardless of the evidence or submissions placed before him.
Furthermore, s3(1) of the Administration of Justice (Scotland) Act 1972 is only applicable to Arbitration. Expert Determination cannot be appealed against by way of case stated which may, of itself be one of the reasons the parties agree on Expert Determination in the first place.
Their Lordships reiterated that Arbitration remained a jurisdiction based on the parties’ agreement to do so. Given that s3(1) applies where there is “an agreement to refer to Arbitration”, the words direct attention to the terms and intention of the agreement of the parties in a particular case.
On the interpretation of the parties’ agreement, the Court found that Mr Murray was not acting as an Arbiter and therefore s3(1) of the Administration of Justice (Scotland) Act 1972 did not apply.
Comment
This is a Scottish case but the fundamental principle is similar in England and Wales. It is very important to review the terms of appointment in order to define the role you are being asked to carry out.